Nel corso della Storia, l’oro ha sempre rappresentato la riserva di valore per eccellenza. Re ed imperatori, principi e sultani, guerrieri e mercanti hanno, in ogni dove, affidato al giallo metallo il compito di riserva di valore.

Oggi l’oro può essere ancora considerato un mezzo per preservare i propri risparmi? O è da considerarsi solo uno strumento speculativo al pari di tanti altri? Scopriamolo in questo articolo!

L’oro della Mesopotamia

L’oro, non molti lo sanno, è stato protagonista nella nascita stessa del concetto di Stato.

Nell’antica Mesopotamia iniziò la Storia:  la quale per convenzione si fa partire dal momento in cui qualcuno inizia a registrare gli eventi con la scrittura. È proprio il cuneiforme mesopotamico la prima forma di scrittura, ed è grazie a questa che possiamo raccontare la Storia: oggi in particolare, la storia dell’oro.

Vi fu un momento in cui un sovrano decise di muover guerra al vicino. Anche nell’Età del Bronzo, equipaggiare e muovere un esercito era una questione complessa, logisticamente parlando. Occorreva un modo per indurre la popolazione del regno a supportare le truppe in marcia. Dunque il re ebbe una pensata geniale: iniziò a coniare dei medaglioni recanti l’effigie del suo volto, nel metallo già generalmente apprezzato come mezzo di conservazione del valore, l’oro. L’idea è semplice: si distribuiscono i medaglioni alle truppe e si emana un editto che costringe tutti i capifamiglia del regno a versare, a fine anno, una medaglia col volto del re all’erario.

L’editto viene promulgato e i capifamiglia s’interrogano: medaglioni col volto del sovrano? Dove trovarne? La risposta giunge subito: le truppe in transito nella zona hanno con loro questi medaglioni. Non resta che dare ai soldati quello di cui hanno bisogno, siano essi mantelli, calzari, spade, scudi e riceverne in cambio i medaglioni. Ecco: è nata la moneta e, per la soddisfazione del sovrano, l’esercito è stato equipaggiato.

Ma non ci si ferma qui: il medaglione col volto del re non è certamente distribuito in modo eguale fra la popolazione. Là dove le truppe non hanno transitato, mancano le monete, ma vige comunque l’obbligo di versarle all’erario. Ecco allora che si inizia a scambiare le merci dei territori che necessitano di moneta con le monete provenienti dalle aree dove sono passate le truppe. È nato il mercato.

La moneta, però, va resa al sovrano soltanto alla fine dell’anno. Quindi, nel frattempo, può essere scambiata con altri beni o servizi, come una misura di farro o la risuolatura dei calzari: l’importante è averla in cassa quando arriva l’esattore, non nel resto dei giorni dell’anno. La moneta è accettata come mezzo di scambio in quanto tutti devono renderla al sovrano in forma di tassa o, in altre parole, la moneta è un mezzo di pagamento dei debiti accettato in quanto a tutti è necessaria: perché tutti dovranno usarla per pagare le tasse. Di fatto, il valore della moneta potrà in seguito prescindere dalla quantità di metallo prezioso in essa presente proprio in quanto lo Stato costringe i cittadini ad utilizzarla per pagare le tasse: se per assurdo un domani lo Stato decretasse che i tappi di bottiglia sono utilizzabili per adempiere alle obbligazioni tributarie, state certi che potreste entrare al bar e pagare il caffè con dei tappi di bottiglia, in quanto il barista, come i suoi fornitori, ha la necessità di pagare le tasse, desidera ottenere mezzi per pagarle, è disposto a cedere beni e servizi per ottenere quel che lo Stato accetta in pagamento delle tasse.

A proposito, il nome “moneta” deriva dalla presenza, accanto alla Zecca dell’Antica Roma, del tempio di Giunone Moneta, che in Latino significa “Giunone Ammonitrice”.

L’oro oggi

La moneta, nonostante il suo potenziale di mezzo di scambio indipendente dal contenuto di metallo prezioso, rimane per millenni agganciata al titolo, ossia la quantità di oro, argento o rame in essa presente. La ragione è molto semplice: gli Stati, fino a tempi recenti, non hanno avuto i mezzi materiali per controllare la popolazione in misura sufficiente ad imporle un comportamento come l’utilizzo di una moneta puramente fiduciaria. Anche dopo che questo è avvenuto, si è constatato che l’istinto umano tende molto fortemente a volere un oggetto materiale come l’oro quale riserva di valore. Il metallo giallo, grazie alle sue caratteristiche di inalterabilità ed alla sua rarità, si presta perfettamente ad essere adibito a mezzo per immagazzinare e conservare risparmio nel tempo. La sua lucentezza e malleabilità ne hanno poi fatto da sempre la scelta di artisti e gioiellieri per realizzare oggetti di grande pregio, con la conseguenza di associare ancor più strettamente l’oro al lusso nell’immaginario collettivo.

Tuttora l’oro è considerato importantissima riserva di valore: le Banche Centrali di tutto il mondo ne detengono notevoli quantità, e Paesi come Russia e Cina hanno, negli ultimi decenni, incrementato notevolmente le riserve auree in loro possesso. Anche le Banche Centrali occidentali hanno smesso di cedere sul mercato l’oro da esse detenuto, politica che era stata seguita negli anni Novanta e Zero per contenere i prezzi del metallo giallo.

L’oro è ancora una riserva di valore?

Al di là delle oscillazioni del prezzo a breve termine, che sono materia degli esperti di finanza più che di questo sito, dobbiamo rilevare che negli ultimi decenni l’oro non ha fatto che incrementare le sue quotazioni.

Molti oggi propongono di investire in certificati aurei. Non sono però un mezzo per la messa in sicurezza del valore, bensì strumenti finanziari speculativi: solo l’oro fisico può essere considerato una riserva di valore prontamente disponibile, liquidabile e trasportabile. Quanto alla portabilità, facciamo solo notare che un chilo d’oro, del valore di oltre cinquantamila euro al momento in cui questo articolo viene vergato, occupa lo spazio fisico di uno smartphone

Il solo difetto dell’oro fisico è il rischio di sottrazione da parte di malintenzionati. In questo articolo abbiamo trattato il problema e visto le strategie da adottare; nella presente sede ci limitiamo a far notare come il servizio di vani per valori Securedoor costituisca un mezzo eccellente per tutelare il proprio oro fisico.

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *